Un franchising ancora senza nome, ma con un’identità già chiara

Al Franchising Forum di Milano 2025, tra le tante storie di chi ha già avviato un percorso strutturato, abbiamo incontrato anche chi è in una fase ancora embrionale ma non meno interessante. Alessandro Garuti non ha ancora lanciato il suo brand, ma ha già una visione chiara: creare un franchising che sia davvero una condivisione di successo, non un semplice modello da replicare.

Con una lucidità rara per chi è ancora in fase di studio, Alessandro ha partecipato all’evento con l’obiettivo di ascoltare, imparare, mettere in discussione le proprie ipotesi. E proprio per questo, la sua voce merita spazio.

In ascolto per costruire consapevolezza

“Sono venuto qui per studiare”, ci dice subito. “Per capire come si muovono i grandi gruppi, ma anche come partono i più piccoli. Perché voglio che il mio progetto cresca su basi solide, con consapevolezza.”

Non c’è ancora un nome ufficiale, ma c’è una convinzione forte: il franchising è la forma più equa di imprenditoria diffusa, quella in cui si condivide davvero il successo, valorizzando le diversità all’interno del team e creando un’organizzazione armonica.

Un’idea di franchising diversa: umana, plurale, collaborativa

Quando gli chiediamo perché proprio il franchising, la risposta è netta: “Mi piace l’idea di festeggiare i successi insieme. Io non voglio costruire qualcosa da solo, ma con altri.”

Per Alessandro, il franchising non è una forma di espansione tecnica, ma un modo di fare impresa in squadra. Il suo sogno è costruire un network di persone diverse, con esperienze e punti di vista differenti, capaci di affrontare le sfide con più strumenti. Non una filiera gerarchica, ma una rete di co-imprenditori.

La diversità come valore fondante

Uno dei messaggi più potenti della nostra chiacchierata riguarda proprio la composizione del team: “La risorsa più importante è il personale. Ma non serve un team di cloni. Serve diversità. Serve un gruppo di persone diverse ma compatibili, che si completano a vicenda.”

Per lui, l’identità del brand non sarà costruita su un’estetica uniforme, ma su una filosofia inclusiva, che valorizza le singole competenze e le integra nel progetto comune.

In attesa del nome, c’è già l’essenza

Il progetto di Alessandro non ha ancora un nome, ma ha già una personalità chiara, uno scopo condiviso, un’energia pulita che lo distingue. “Il brand arriverà. Ma prima voglio costruire i fondamentali.”

Con la voglia di imparare e il rispetto per la complessità del percorso, Alessandro rappresenta quella nuova generazione di imprenditori che non ha fretta di apparire, ma desidera fare le cose per bene.

Il progetto di Alessandro Garuti è in fase di costruzione. Se vuoi essere tra i primi a scoprire il suo percorso o collaborare allo sviluppo di un nuovo modello di franchising collaborativo, resta in contatto con Franchising Magazine per gli aggiornamenti.

di Ivano La Rosa