Da Britney a Coolio: cosa ci insegnano le canzoni sul franchising

Perché la musica spiega il franchising meglio di un commercialista

Se pensate che la musica sia solo svago, non avete mai visto un franchisee piangere su un conto economico. Le canzoni sono mappe geologiche dell’anima imprenditoriale e le hit sono manuali di sopravvivenza in versione karaoke.

“Gangsta’s Paradise” vi svela il franchisor predatore meglio di un bilancio certificato, “APT.” fotografa l’innamoramento per un brand come un contratto non potrà mai fare e Rick Astley vi ricorda che la lealtà non è un meme

Ecco 10 lezioni per franchisor e franchisee, estratte a suon di jukebox. 

Sopravviverete? Dipende da quanto alzate il volume.

Lezione 1: Se il contratto suona come “Toxic”, non è una caramella

“Taste of poison paradise” cantava Britney. Tradotto: se il franchisor vi promette la luna ma il contratto è scritto in geroglifici, scappate. I veri contratti non hanno “clausole segrete”, hanno solo clausole che vorreste non aver letto.

Ironia spiccia? “Ma sì, firma! Tanto domani ti svegli col logo tatuato sul fegato.”

Lezione 2: La lealtà è un “Never gonna give you up” (non un meme)

Rick Astley insegnava: franchisor onesti non vi rickrollano con promesse fasulle. Se non vi danno esclusiva territoriale più solida di una giacca anni ’80, state solo finanziando il loro yacht.: 

E se il franchisor vi dice: ‘Trust me’, chiedetegli la Partita Iva della società nelle Cayman.

Lezione 3: Il dolore di “Believer” serve a chi si ribella (non a chi striscia)

“Pain! You made me a believer” urlava Dan Reynolds. Ecco: se un franchisor vi affama, trasformatevi in un collettivo legale.

L’unico “modello operativo” che funziona è quello che gli spacca i denti. Statistiche alla mano: il 78% dei franchisee in rivolta ottiene rinegoziazioni. Il restante 22% o va da un brand concorrente o ne fonda uno.

Lezione 4: “Starships” insegna che volare troppo in alto brucia (specie senza paracadute)

Nicki Minaj festeggiava tra drink e debiti. Morale? Un franchisor che apre 20 punti vendita in 3 mesi sta costruendo un castello di zucchero filato. Aspettate il primo temporale per vedere chi nuota e chi affonda.

My 2 cents: “Se il vostro franchisor arriva alla convention con un jet privato, probabilmente l’avete pagato voi.”

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Lezione 5: “Gangsta’s paradise” è un manuale di sopravvivenza (non una canzone)

“Power and the money, money and the power” sibilava Coolio. Quando un franchisor tratta i franchisee come territori da guerra, il finale è sempre tribunale + liquidatori + cravatta strappata.

Botta libera: “Franchisor con più avvocati che formatori? Preparatevi a una carriera da testimoni in tribunale.”

Lezione 6: “Unstoppable” si scrive con il sudore (non con gli slogan)

Sia urlava resilienza. Ma la verità è che nessun franchisee è “invincibile” senza una comunità. L’eroe solitario esiste solo nei film. Nella realtà, servono colleghi disperati e caffè amaro.

Statistica poetica: Le reti di franchisee solidali riducono il tasso di fallimento del 41%. E no, i gruppi WhatsApp non bastano.

Lezione 7: “Poker face” non è un consiglio, è un’ammissione di colpa

“Can’t read my poker face” cantava Lady Gaga. Franchisor che nascondono dati? Franchisee che falsano i report? A un tavolo di poker truccato, perde sempre chi ha meno avvocati.

Perle di saggezza: “Se sorridete mentre nascondete le perdite, avete il sorriso di un serial killer.”

Lezione 8: “7 years” insegna che la legacy si costruisce (non si eredita)

“Soon I’ll be 60 years old…” sussurrava Lukas Graham. Un franchisor senza piano di successione è come un padre che non scrive testamento: alla sua morte, i figli (franchisee) si azzannano.

Stile spietato: “Se il vostro franchisor a 70 anni sceglie ancora il successore col torneo di briscola, denunciatelo per auto-circonvenzione d’incapace.”

Lezione 9: “Wake me up” è l’inno di chi apre gli occhi (prima di aprire un secondo locale)

Avicii metteva in guardia: “All this time I was finding myself, and I didn’t know I was lost”. Tradotto: se non fate due diligence sul franchisor, state comprando un sogno con i soldi della badante di nonna.

Numero magico: L’83% dei fallimenti deriva da valutazioni superficiali. Il restante 17% da franchisor che “dimenticano” di dirvi dei competitor.

Lezione 10: “Apt.” spiega che l’amore per un brand è come un matrimonio (con prenuziale)

Bruno Mars e Rosé sussurravano: “Meet me at my place… APT. 502”. Firmate solo se siete pronti a convivere con quel brand. Perché il divorzio costa il triplo del matrimonio.

Ultima battuta: Se vi innamorate del logo ma odiate i prodotti, siete come chi sposa un/una modella: soffrirete in silenzio, ma avrete bei selfie.”

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Conclusione (tra una nota e un esposto)

Le canzoni sopravvivono ai dischi rotti. Il franchising ai contratti. Perché? Perché la musica sa che il business è fatto di persone, non di clausole. 

E se il vostro franchisor non capisce che “Never gonna give you up” deve essere un giuramento (non uno scherzo), cambiategli la playlist. A martellate.

Articolo a cura di Mara Licia Frigo, professionista e consulente nel mondo imprenditoriale da oltre 20 anni. Eletta tra i Top 100 Franchise influencer 2023 su LinkedIn, dal 2011 entra nella famiglia di Quadrante, storica società di consulenza nel mondo del franchising. Specializzata nello sviluppo nazionale ed internazionale di progetti in franchising, titolare di Valutando, software di profilazione per affiliati, affianca gli imprenditori nel loro disegno strategico. Non le manda a dire, perché sa che il solo nome «franchising» non è garanzia di successo.