Un nuovo modo di comunicare il Franchising
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hamburger vegetale

Hamburger di carne vegetale: da Burger King alle nuove catene, l’offerta in Italia 

Sembra carne, ma non lo è. Sono le proteine a base vegetale, che anche in Italia stanno entrando nei menù di molti franchising della ristorazione e del fast food. In questo caso il piatto simbolo è l’hamburger, che da portabandiera della dieta carnivora sta diventando anche un’opzione sia per i vegetariani, sia per chi vuole semplicemente ridurre il consumo di proteine di origine animale. Un trend che si traduce in business. Perché quando parliamo di proteine vegetali, stiamo guardando a un mercato globale da 4.4 miliardi di dollari nel 2022 e che – secondo alcuni esperti – dovrebbe crescere del 25% anno su anno da qui al 2030.

Di seguito la nostra lista di panini con carne vegetale, senza la pretesa di essere esaustivi perché sarebbe impossibile. Quello che importa è sottolineare come questo nuovo tipo di carne sia un trend nei consumi degli italiani, in modo trasversale rispetto all’età e agli stili di vita. Un trend che stanno intercettando sia grandi catene, sia realtà emergenti.

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Hamburger vegetariano: dove trovarlo nei fast food franchising

Partiamo da Burger King: il colosso americano degli hamburger cotti su fiamma propone in Italia la versione “plant based” del suo iconico Whopper, grazie alla collaborazione con l’azienda inglese The Vegetarian Butcher. Hamburger vegetali che – secondo quanto riporta il sito del produttore – sono a base di soia.

La stessa offerta di un panino con carne vegetale non è invece disponibile nel menù dell’altro colosso dei fast food, Mcdonald’s. Almeno in Italia, perché il loro McPlant è già disponibile in altri mercati vicini, come UK e Irlanda. Anche in Svizzera hanno il McVeggie, che simula una cotoletta di pollo fritta. Ma da noi i panini del Mac sono per ora solo panini tradizionali. 

Per parlare poi di player più piccoli e più recenti, partiamo da Milano. Prima fermata: Flower Burger. L’idea è partita nel capoluogo lombardo nel 2015, ma ormai hanno ristoranti in molte città italiane e anche all’estero. Si tratta della veganburgheria lanciata dall’imprenditore Matteo Toto. Qui la caratteristica principale è il colore. I panini di Flower Burger sono coloratissimi, quindi belli anche da vedere. Una scelta cromatica che spiegano sul loro sito: “Il fiore come espressione di positività, gioia e amore. Un legame con la natura che si declina nelle tonalità dell’arcobaleno con una proposta culinaria 100% vegan: burger la cui caratteristica fondamentale è il colore”.

Sempre rimanendo su Milano, proprio in questi giorni, ha aperto il primo ristorante Neat Burger d’Italia, celebre anche per avere tra gli investitori l’attore e attivista Leonardo Di Caprio e il pluricampione di Formula 1 Lewis Hamilton. Neat Burger è una catena fondata nel 2019 e propone un menù al 100% vegetale: hamburger, nuggets, wrap, burrito e così via… L’apertura è all’interno del nuovissimo centro commerciale Merlata Bloom.

Plant Bun, invece, si trova a Torino e ha iniziato l’attività lo scorso maggio, nel centrale corso San Maurizio. In questo caso tutta la “carne” è prodotta dall’azienda catalana Heura. Il menù è quello da tipico fast food, ma tutte le componenti animali sono state sostituite con alimenti a base vegetale. Formaggio, carne bovina, cotoletta di pollo e anche merluzzo: il sapore è simile, ma l’origine è totalmente differente. 

Scendendo infine a Roma, troviamo Impact Food, che si fregia del titolo di primo ristorante a basso impatto ambientale della Capitale. Impact Food dalla scorsa primavera propone un menù totalmente di carne-non-carne. Lì si possono mangiare degli hamburger ovviamente ma anche tagliate, crocchette di pollo e sashimi, tutto a base vegetale. In particolare, per gli hamburger vengono utilizzate due diverse tipologie di carne vegetale, entrambe vegane al 100%: quella di Beyond Meat e quella di Redefine Meat.

La prima nasce da un processo di cottura, raffreddamento e pressione di ingredienti proteici derivati da vegetali e legumi (piselli in particolare), insieme ad acqua, olio di cocco, aromi e vitamine. La seconda, invece, è ottenuta con una stampa 3D che replica la struttura muscolare del bovino. Al posto dell’inchiostro nella stampa viene impiegato un mix di legumi e cereali, acqua, grassi vegetali, aromi e colori naturali. In pratica la tecnologia di Redefine Meat permette di stampare veri e propri tagli di carne, come ad esempio una tagliata.