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Deba: il sushi che unisce culture e rompe i cliché

Quando si parla di sushi in Italia, spesso si pensa a formule standardizzate, locali simili tra loro, esperienze ripetitive. Simone De Angelis, fondatore di Deba, vuole rompere proprio questa omologazione, restituendo autenticità e consapevolezza a un rito che non è solo culinario, ma culturale. In occasione del Franchising Forum 2025 di Milano, Simone ci ha raccontato la sua visione e il motivo per cui ha deciso di aprire la strada a un modello in franchising.

L’evoluzione di un percorso: dai punti vendita alla rete

“Perché il franchising? Perché voglio condividere ciò che ho imparato, ma soprattutto evitare che altri facciano i miei stessi errori.” Simone non è un imprenditore improvvisato: ha già vissuto in prima persona l’esperienza delle aperture dirette, con tutte le complessità organizzative e operative che comportano. Da qui l’idea di sviluppare un sistema scalabile e sostenibile, da trasmettere a nuovi imprenditori che vogliano abbracciare il suo modello.

Con il franchising, Deba può crescere senza perdere la sua anima, garantendo al tempo stesso supporto e direzione a chi sceglie di entrare a far parte del progetto. “L’attenzione che posso dare a pochi locali diretti è limitata. Con il franchising posso invece moltiplicare le energie, mantenendo alta la qualità.”

Sushi alla carta, ma con un’anima

Il format di Deba è costruito intorno a una proposta di sushi alla carta, in controtendenza rispetto all’all-you-can-eat dominante. Ma non è solo questione di menù: “Deba vuole essere un’esperienza. Un modo per avvicinare la cultura orientale a quella italiana, creando un punto di contatto fra due mondi gastronomici forti e affascinanti.”

Il locale, infatti, non è solo un ristorante: è un luogo pensato per accogliere, sorprendere, educare al gusto. “Non è solo mangiare. È capire, è curiosare, è farsi sorprendere. Anche da chi non ha mai assaggiato il sushi o ne è sempre rimasto scettico.”

Un’identità forte, oltre il cliché

A differenza di molti brand nati per cavalcare mode temporanee, Deba nasce da una visione di lungo termine. La sfida di Simone è proprio questa: mantenere l’identità del brand anche quando il format viene replicato. Per questo, il percorso di affiliazione è pensato con attenzione: strumenti, formazione, e soprattutto valori condivisi.

“Ci sono troppe fotocopie là fuori. Noi vogliamo costruire un ecosistema fatto di persone che credono in questo ponte tra culture.”

Per chi cerca autenticità, e vuole fare impresa con senso

Quando gli chiediamo di lanciare un messaggio a un potenziale affiliato, Simone non si fa pregare: “Porta innovazione nel tuo territorio. Offri qualcosa che non è solo buono, ma anche giusto, consapevole. Se anche tu credi che il sushi possa essere un’esperienza culturale e non solo gastronomica, Deba è il tuo posto.”

Deba è pronto ad aprirsi a nuove città. Se vuoi far parte di una rete che mette al centro la qualità, la cultura e l’innovazione, visita il sito o scrivi per conoscere le modalità di affiliazione.

di Ivano La Rosa