Un nuovo modo di comunicare il Franchising
Un nuovo modo di
comunicare il Franchising
aprire attivita in proprio o in franchising

Meglio aprire un’attività in proprio o in franchising?

Una delle obiezioni più classiche che si ricevono quando si sviluppa un franchising è: “ma se me lo facessi da solo?”.

Sono tante e varie le motivazioni che portano un aspirante imprenditore a porsi una domanda simile e ovviamente il dubbio è più che lecito. Del resto, se non ci fossero imprenditori spinti a perseguire un proprio progetto, non ci sarebbero franchising a cui affiliarsi!

E allora, qual è la risposta più corretta a questa domanda? Meglio aprire un’attività in proprio o in franchising?

Se siete alla ricerca di una risposta netta, devo disattendere subito le vostre aspettative. Come sempre, la risposta più corretta è: dipende. E vediamo da cosa…

Pro e contro del franchising

Iniziamo col dire che non ho mai apprezzato gli addetti ai lavori che del franchising decantano solo gli aspetti positivi. Spesso, infatti, viene descritto come la risposta a ogni forma imprenditoriale sensata o come la migliore opportunità in valore assoluto.

Il franchising, da un certo punto di vista, ha sicuramente dei vantaggi innegabili, ma non sono vantaggi universali. Tutto dipende sempre e comunque dagli obiettivi che spingono e spronano una persona a lanciarsi in un’impresa.

Per chiarire il quadro, proviamo a raggruppare gli imprenditori in due categorie.

Da una parte c’è chi è propenso a guardare i mercati e cerca onde da cavalcare, progetti che possano avere una resa congrua, rischi contenuti e che a buon bisogno gli permettano di diversificare i propri investimenti

Dall’altra c’è invece chi persegue un’idea, una nuova impostazione, una reinterpretazione di un prodotto o un servizio che può fare davvero la differenza sul mercato, magari diventando un vero e proprio game changer.

Quando scegliere di aprire un’impresa in proprio

Ora, per quanto in molti possano trovare estremamente romantica la seconda visione, va detto che sicuramente non è la più diffusa. Questo perché già di per sé non è semplice avere l’idea giusta, ma è ancor più complesso poi mantenere lucidità, spirito autocritico e trovare tutte le condizioni favorevoli sul mercato perché il puzzle possa andarsi a incastrare nel modo corretto.

Insomma, lanciare un nuovo progetto non è un impresa semplice. A dirla tutta, io stesso sono sempre stato più affascinato dalla semplicità di poter sfruttare idee altrui, che dalla creazione di progetti innovativi. Deludente? No, se il mio obiettivo era quello di differenziare investimenti e approfittare delle dinamiche di mercato.

Penso sia ormai abbastanza intuitivo capire quale dei due profili potrà aspirare a creare un’impresa in proprio e quale invece incarna il perfetto affiliato.

In Italia, però, abbiamo una terza figura: quella di chi l’idea non ce l’ha ma non accetta di buon grado la prospettiva di sottostare a impostazioni altrui, vedendole come limitanti e spesso sbagliate. È il classico profilo del: “io lo farei meglio…”.

Bene, se c’è una mentalità da scardinare è proprio questa. Nel mercato del franchising le proposte non sono tutte uguali, anche in mercati simili o addirittura identici. C’è quindi spazio per poter scegliere chi si avvicina al meglio alla nostra interpretazione del settore e approfittare comunque dell’esperienza di chi ci lavora da più tempo di noi.

È una cosa che in Europa viene quasi naturale, ma che a noi italiani sta stretta, portandoci spesso ad aprire il duecentesimo baretto di quartiere o l’ennesimo negozio di abbigliamento.

Insomma, se il franchising non è per tutti, non lo è sicuramente nemmeno l’impresa in proprio. Tutto sta in cosa cerchiamo dall’impresa, nel motivo per cui vogliamo avviare un’attività.

Ecco allora che aprire un’attività in proprio ha pienamente senso in alcuni casi, mentre affiliarsi a un franchising è la risposta per altri.

Quello che non sta sicuramente in piedi è la via di mezzo, quel limbo in cui le persone decidono di procedere in proprio senza però sobbarcarsi di tutte quelle responsabilità e di quelle attività che permettono davvero a un’impresa di avvicinarsi al successo. E queste attività hanno un costo, e richiedono l’impegno e l’aiuto di diversi professionisti insieme a uno sforzo economico e personale non indifferente.

Insomma, se avete davvero un’idea valida e soprattutto la voglia di lanciarvi in un mare di sfide per riuscire a lanciarla sul mercato con successo, allora andate dritti verso la meta. Se invece preferite avviare un’attività limitando i rischi, massimizzando i profitti senza dovervi spremere le meningi, allora il franchising è quel che fa per voi.

Articolo a cura di Andrea Ciancarelli, esperto in start-up, branding, creazione e sviluppo di franchising. Dal 2010 è Founder, CEO ed Executive Director in restore, agenzia specializzata nello sviluppo di reti in franchising. Grande conoscitore del mondo franchising in Spagna, dove si è formato apprendendo tutti i segreti del mestiere, negli ultimi 10 anni ha collaborato con alcuni dei più importanti brand in franchising italiani e spagnoli come llaollao, Rossopomodoro, Lizarran, Antica Focacceria San Francesco, Mennella e ecox4d, contribuendo a lanciare nuovi marchi e nuovi settori di mercato.